Analogie tattiche

Capolavoro Inter, molti quotidiani e trasmissioni sportive hanno definito in questo modo il passaggio del turno dei nerazzurri a scapito del Barcellona. Altri parlano di impresa, altri ancora esaltano le capacità di Mourinho che ha saputo prendere le giuste contromisure alla formazione blaugrana. Eppure il Barcellona visto quest'anno è una squadra diversa rispetto a quella che ha vinto tutti i trofei l'anno scorso, non è un armata invincibile come è stata disegnata dai media. E' passato poco tempo e non ci sono stati molti cambiamenti nella rosa a disposizione di Guardiola, ma quelle poche modifiche sono state molto significative, hanno cambiato il modo di giocare della squadra e ora è vulnerabile sotto gli occhi di tutti. E' andato via Eto'o ed è arrivato Ibrahimovic, Thierry Henry ha perso il posto da titolare a favore dell'emergente Pedro (anche causa infortuni), Iniesta ha passato buona parte della stagione nell' infermeria...piccole e grandi cose che hanno compromesso una stagione.
Lo scambio Eto'o - Ibrahimovic ha tolto velocità e spirito di sacrificio in avanti, aggiungendo tecnica (che non serviva) ma anche problemi causa il difficile carattere dello svedese (vedere la scarsa concentrazione dimostrata nelle partite più importanti). Henry è un altro giocatore dal cambio di passo, dalla progressione devastante, che nonostante l'avanzare dell'età garantisce un' imprevedibilità che può risultare utile anche solo per pochi minuti a partita. Iniesta invece è letale negli inserimenti da dietro, nei tiri da fuori ed è un collante imprescindibile tra centrocampo e attacco, impossibile fare a meno di questo grande campione. Tutto questo per dire che:
nel Barcellona c'è troppa tecnica, troppi palleggiatori che finiscono per imbrigliare il gioco in una fitta trama di passaggi senza poi trovare quello spunto imprevedibile, quel movimento offensivo che scardina le difese più chiuse. Pedro, ottimo giovane calciatore, è però anche lui uno che preferisce la tecnica piuttosto che la corsa. Tutto è nei piedi di Messi e Xavi, due alieni del calcio, che però a volte ritornano sulla Terra perchè sotto sotto sono semplicemente "umani". Il risultato è un possesso di palla impressionante (si viaggia sui 70% di media) ma poche occasioni vere da gol. Tanto che ultimamente il centravanti più pericoloso è Piquè, un difensore dai piedi buoni ma pur sempre un difensore.
E allora ecco spiegato perchè un' Inter in 10 uomini, tutta arroccata in difesa, ha difeso il risultato ottenuto all'andata senza particolari apprensioni, perchè il Barcellona non aveva nessuna chiave magica per aprire una porta superblindata come quella nerazzurra. O perlomeno una l'aveva ma è stata usata troppo tardi, ovvero quel piccolo bomber che risponde al nome di Bojan Krkic, sottovalutato fin troppo dallo stesso Guardiola che lo ha lanciato.
Ma fermare questo Barcellona era un gioco da ragazzi, e non lo dico per presunzione ma perchè una squadra come quella della semifinale di Champions è una squadra già vista e stravista, di cui si conosce ogni minimo dettaglio e ogni contromossa per fermarne l'impeto. Era aprile ma già dalla lettura delle formazioni si respirava un' aria decisamente...natalizia. Torniamo indietro di due-tre anni, Carlo Ancelotti era l'allenatore di un Milan vincente in Europa ma spesso bloccato in campionato, soprattutto quando giocava in casa contro squadre che si chiudevano a riccio. Il modulo era il 4-3-2-1 (appunto rinominato "albero di Natale") e lo stile era proprio quello dei blaugrana di fine aprile 2010: possesso palla, passaggi fitti e semplici, manovra elaboratissima che finiva per essere annulata quando non trovava spazi per affondare il colpo decisivo. E allora possiamo paragonare il regista Xavi a Pirlo, il giovane Pedro all'esperto Seedorf, la luce Messi come Kakà allora, Ibrahimovic che fatica a incidere in Coppa come Gilardino all'epoca. Possiamo continuare: Gattuso come Keita, Ambrosini come Busquets...e l'Inter ha risposto come un Chievo qualsiasi, portando a casa una storica qualificazione giocando al catenaccio come facevano le provinciali col Milan qualche anno fa.


4 commenti:
Non sono d'accordo Diom.
3 maggio 2010 alle ore 23:58O meglio, sono d'accordo solo su una cosa...Ibrahimovic.
Non sono nemmeno d'accordo sul fatto che fermare questo Barcellona sia facile.
Partiamo da Ibra, come dici tu la partenza di Eto'o ha tolto progressione in contropiede e spirito di sacrificio alla squadra.
Ibra è un giocatore fantastico ma solamente quando ha tutta una squadra che gioca per lui, dove lui è il fulcro della squadra.
Come finalizzatore secco non è pericoloso perchè non ha i movimenti della prima punta e perchè soprattutto non gli piace.
In questo Barcellona lui NON E' il fulcro del gioco è il semplice terminale e Ibra non sa compiere quei movimenti che non danno punti di riferimento alla difesa e che ti fanno sempre trovare al posto giusto al momento giusto. Ibra le occasioni le crea, più che finalizzarle.
E di questo il Barça ha sofferto molto, ce ne sono già troppi (come dici giustamente tu) che creano..
Non sono d'accordo Diom.
3 maggio 2010 alle ore 23:58O meglio, sono d'accordo solo su una cosa...Ibrahimovic.
Non sono nemmeno d'accordo sul fatto che fermare questo Barcellona sia facile.
Partiamo da Ibra, come dici tu la partenza di Eto'o ha tolto progressione in contropiede e spirito di sacrificio alla squadra.
Ibra è un giocatore fantastico ma solamente quando ha tutta una squadra che gioca per lui, dove lui è il fulcro della squadra.
Come finalizzatore secco non è pericoloso perchè non ha i movimenti della prima punta e perchè soprattutto non gli piace.
In questo Barcellona lui NON E' il fulcro del gioco è il semplice terminale e Ibra non sa compiere quei movimenti che non danno punti di riferimento alla difesa e che ti fanno sempre trovare al posto giusto al momento giusto. Ibra le occasioni le crea, più che finalizzarle.
E di questo il Barça ha sofferto molto, ce ne sono già troppi (come dici giustamente tu) che creano..
Sul discorso facile o meno fermare il Barça basta fare una semplice considerazione: vuoi giocarti la partita o no?
4 maggio 2010 alle ore 00:04Le uniche due squadre che sono riuscite in questi due anni a arginare il Barcellona sono state Chelsea e Inter, forti del loro risultato della partita d'andata (l'inter maggiormente).
Se non hai intenzione di giocarti la partita e di chiuderti tutta la partita dietro diventa difficile anche per il Brasile del 1970 vincere una partita.
Qualsiasi squadra sul pianeta che voglia affrontare il Barcellona giocando la partita è destinata sempre a fare una brutta fine.
Se il risultato dell'andata fosse stato 2-1 (come era giusto fosse) staremo qui a parlare di grande Barcellona.
Cmq diom mi sono arrivate delle soffiate sulle intenzioni dell'UEFA di spezzare l'egemonia anglo-spagnola in Champions..
L'UEFA in finale voleva qualsiasi squadra, purchè non spagnola o inglese; e se guardi bene com'è andata questa coppa ti renderai conto che non è così impossibile...
Bella Nas, sì su Ibra concordo pienamente con te, non ha una squadra che gioca per lui e mi ha appunto ricordato la situazione di Gilardino al Milan (ovviamente ibra è di un altro livello), quando faticava tantissimo perchè la squadra non giocava per lui e si era dovuto "riciclare" come uomo ovunque (faceva più sponde per i compagni che tiri in porta).
5 maggio 2010 alle ore 22:56Per quanto riguarda il Barcellona, squadra più forte al mondo anche se ha perso qualcosina dall'anno scorso, sono convinto che col gioco che esprime fatica non poco a segnare contro una squadra che si difende e riparte in contropiede. Nel campionato spagnolo non sono in grado di giocare in questa maniera, ho visto qualche partita del Barça contro squadre piccole ed era imbarazzante l'incapacità di difendersi con ordine: l'avversario si chiudeva a riccio ma non difendeva bene, c'era poco lavoro di squadra, si vede proprio che si cura poco la fase difensiva. Giocasse il campionato italiano, credo che il Barcellona farebbe meno gol e quindi meno punti.
Se questa estate arriva un Torres o un Villa, allora questo discorso cade.
Sulla questione UEFA: sono sconcertato dagli arbitraggi di questa edizione della Champions,non so cosa pensare perchè ci sono stati errori clamorosi che hanno condizionato il cammino delle squadre. Non mi piace la cultura del sospetto, però non posso nemmeno credere che questi arbitri siano dei brocchi...certe volte ci vorrebbe veramente la moviola in campo :)
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