Ad un giorno dal mondiale...


Domani prenderà il via il mondiale 2010, un mondiale sicuramente influenzato dagli infortuni di alcuni giocatori importanti delle squadre più rappresentative. Basti pensare a Rio Ferdinand, Pirlo, Nani, Robben, Drogba: tutti giocatori fondamentali nelle loro rappresentative. Ma questo è anche un mondiale dalle tante squadre favorite, dal solito Brasile alla Spagna, dall' Argentina di Maradona all' Inghilterra di Capello, passando per le sempre vive Germania, Italia, Francia e Olanda. Proviamo ad elencare pregi e difetti di questi team, a cominciare dal Brasile: Dunga ha saputo dare compattezza e solidità al gruppo, una squadra che quattro anni fa giocava con quattro attaccanti e adesso punta tutto su una difesa di ferro (Julio Cesar, Maicon, Lucio, Juan, Bastos ma anche Luisao e Thiago Silva) e si affida al solo Luis Fabiano in avanti, terminale offensivo con caratteristiche atipiche per una punta centrale. I verdeoro sono favoriti per tradizione, hanno sempre fatto bene quando si giocava fuori dall'Europa e rimangono sempre la squadra da battere. Quest'anno però la palma di squadra migliore (sulla carta) va sicuramente alla Spagna. Completissima in tutti i reparti e in tutti i ruoli, fa leva sul blocco del Barcellona e aggiunge campioni come Casillas, Sergio Ramos, Torres, Xabi Alonso, Silva, Navas...un vero e proprio "dream team". E non dimentichiamoci che gli spagnoli si presentano come campioni d'europa in carica e reduci da una serie incredibile di risultati positivi. Xavi, Iniesta, Puyol Villa e compagni giocano un calcio spettacolare fatto da una trama infinita di passaggi e possesso palla prolungato. Subito dietro a queste due squadre vi è senza dubbio l'Argentina del funambolico allenatore Diego Armando Maradona e del prodigio Leo Messi. Nessuna nazionale può vantare un attacco così forte e completo: Messi, Milito, Tevez, Higuain e Aguero saranno l'incubo di molti difensori avversari. Peccato aver lasciato a casa Javier Zanetti e Cambiasso, con questi due campioni la selecciòn era sicuramente completa come la Spagna. Invece, attacco a parte, gli altri reparti presentano dei punti deboli quali Demichelis e Heinze in difesa, non sempre affidabili, e Veron e Bolatti a centrocampo, uno sicuramente in età avanzata e con un passo lento rispetto agli altri, l'altro inspiegabilmente convocato al posto del plurititolato Esteban Cambiasso. Un'altra nazionale in prima linea è l'Inghilterra del tecnico friulano Fabio Capello e della stella Wayne Rooney. Tutti sappiamo il valore del tecnico e la sua abilità nel creare un gruppo vincente, qualche dubbio però è legato al rendimento di alcuni elementi titolari della rosa non sempre convincenti. Parlo dei terzini Glen Johnson e Ashley Cole ultimamente in scarse condizioni fisiche e della convivenza tattica sempre difficile tra Lampard e Gerrard, alla fine uno dei due sarà sempre sacrificato a giocare in un ruolo che non gli appartiene. Per non parlare delle scarse alternative in attacco, dove oltre a Rooney l'attaccante più pericoloso è il macchinoso Crouch. Il punto di forza rimane quindi il buon Fabio, capace di vincere ovunque. La Germania per la prima volta si presenta alla rassegna mondiale con una rosa tra le più giovani della competizione, con Ozil, Schweinsteiger e Muller pronti a stupire e portare la squadra tedesca il più avanti possibile come accade poi da mezzo secolo a questa parte. L'Italia e la Francia al contrario si presentano con una squadra avanti con l'età e con tecnici che già sanno di non allenare più la nazionale dopo il Mondiale. Mettiamoci anche che sono state le scorse finaliste, dove possono trovare le motivazioni per lottare fino alla fine? Sono convinto che sarà un miracolo trovare queste due compagini tra le semifinaliste, anche per una questione puramente tecnica, visto il valore sicuramente superiore degli avversari. L'Olanda infine si candida al ruolo (ormai storico) di "mina vagante" del torneo, forte di un attacco esplosivo (Robben, Sneijder, Van Persie, Kuijt) e di una mediana molto "tosta" formata dalla coppia Van Bommel-De Jong. Gli unici dubbi sono legati alla situazione fisica di Robben: se non recupera in tempo, il valore degli orange cala di un bel 50%.
Infine meritano una menzione il giovane e veloce Messico (sono cresciuti i terribili U17 di qualche anno fa...), il Portogallo di Cristiano Ronaldo, la tecnica ed esplosiva Serbia e, tra le africane, la più dotata rimane la Costa D'avorio ma senza Drogba sarà difficile anche solo passare il turno.
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