Il punto su Inter, Milan e Juve


Siamo ormai giunti all'epilogo di questa stagione calcistica anche se nessun verdetto è stato emesso, ad oggi. L'indubbia protagonista di quest'anno è stata l'Inter, ancora in gara in tutte le competizioni e forte del sonoro 3-1 rifilato al Barcellona di Messi & co. . La squadra di Mou ha dimostrato di essere solida in difesa (Lucio acquisto azzeccatissimo) e letale in attacco grazie alle invenzioni di Sneijder e i gol a raffica di Milito. A questo si aggiunge un incredibile e inossidabile campione che risponde al nome di Javier Zanetti, 37 anni e non sentirli, che corre in campo come se fosse un ragazzino ed è immune da infortuni. Iron Man. Discorso a parte per Eto'o e Pandev, il primo è partito titubante e ora è tornato a fornire le prestazioni che offriva in blaugrana, il secondo ha fatto il percorso inverso probabilmente penalizzato dal periodo di inattività maturato con la Lazio. Balotelli no comment, talento sprecato per ora. Mourinho grande regista di questa squadra: ha saputo infondere ai giocatori quel carisma che prima mancava, ha gestito un sacco di situazioni difficili e nonostante le (giuste) critiche riguardo diversi suoi atteggiamenti poco educati (le "manette" di qualche partita fa ad esempio) è riuscito a zittire tutti arrivando fino in fondo in tutte le competizioni. Ora però bisogna vincere, perchè un conto è disputare una grande stagione, un conto è vincere trofei. Grande slam o clamoroso flop? Forse una via di mezzo. Ci si gioca tutto al Camp Nou, chi esce vincitore sarà sicuramente la squadra più forte ma per alzare la coppa bisognerà aspettare l'esito di una finale tutt'altro che scontata...rivedere quelle degli ultimi 10 anni per capire. Il capitolo scudetto invece vede l'Inter seconda a un punto dalla sorprendente Roma di Claudio Ranieri, vera rivelazione del campionato. I giallorossi erano partiti malissimo, sono usciti alla distanza e hanno approfittato delle distrazioni dei nerazzurri portando a termine una clamorosa rimonta a suon di continuità di risultati. Ora per loro viene il difficile, ovvero vincere tutte le quattro partite che rimangono, solo così vinceranno lo scudetto perchè sono convinto che l'Inter mangiatutto non mollerà fino all'ultima giornata.
I cugini del Milan invece non hanno più nulla da dire in termini di ambizioni, anzi si devono guardare le spalle per non perdere il terzo posto che garantisce l'accesso diretto alla Champions league. Disputare il preliminare nella stagione dei mondiali significa non rifiatare mai; considerata l'età avanzata di molti giocatori rossoneri è fondamentale sputare sangue in queste ultime tre giornate. Leonardo ha in mente di lasciare il Milan: questo è quello che si è capito nelle recenti settimane, ed è un peccato perchè secondo me ha disputato una buona stagione. Ha avuto a disposizione una rosa carente in tutti i reparti ed è partito con lo scetticismo generale e l'inesperienza nel ruolo di allenatore, insomma tutte le premesse per un disastro annunciato. E dalle ceneri di un Milan che fu, Leo ha battagliato per il primo posto in campionato, ha inventato un modulo vincente (il 4-2-1-3) che è stato persino copiato da Mourinho, ha parzialmente riesumato Dida e Ronaldinho dal loro stato di perenne sonnolenza, ha avuto il coraggio di far assaggiare la panchina a tutti (vedi Gattuso e Seedorf). E' stato purtroppo tradito dagli infortuni di Nesta e Pato, i due giocatori che hanno fatto la differenza per buona parte del campionato. Logico, ha commesso parecchi errori da principiante (Ambrosini centrale difensivo contro il Manchester giusto per citarne uno), ma da questi errori si costruiscono le basi per la maturazione, il talento c'è. Per essere competitivi l'anno prossimo mancano: due terzini, due centrali difensivi, un vice-Pirlo, due attaccanti esterni e in caso di addio di Leonardo un allenatore. Considerata la politica al ribasso del Milan, ovvero senza spendere un euro per i cartellini dei giocatori, la vedo dura.
La stagione della Juventus invece è da censura, a detta di molti la peggior stagione di sempre. Fuori da tutte le competizioni e col rischio di non raggiungere nemmeno un piazzamento UEFA...roba da pazzi se torniamo indietro di 9 mesi, quando i proclami erano ben altri. "Dirigenza incompetente" è stato il leit motiv delle proteste dei tifosi e non hanno tutti i torti. Sono troppi gli acquisti flop degli ultimi anni, basti pensare a Andrade, Poulsen, Tiago, Almiron, Grosso, Cannavaro, Melo, Diego...
In più si aggiunge la scelta di affidare la squadra ad un allenatore che si è dimostrato acerbo (Ferrara), poi ad un altro allenatore che a mio avviso è un po' arrugginito (Zaccheroni),mettiamoci anche una infermeria costantemente stipata (circa 70 infortuni!) ed ecco che la frittata è servita.
Punto uno: serve un allenatore esperto, Benitez sarebbe una soluzione di lusso forse la migliore. Moggi consiglia Allegri, io non rischierei un altro allenatore giovane, anche se l'ex mister del Cagliari ha già dimostrato molto e vinto riconoscimenti prestigiosi come la panchina d'oro 2009. Prandelli buona alternativa ma non mi ha mai convinto fino in fondo, il ritorno di Lippi sarebbe un harakiri.
Punto due, la rosa: la difesa va svecchiata e rimodellata, si salva solo Chiellini il resto è da rifondare. A centrocampo manca sempre quel regista coi piedi buoni che la Juve cerca da una vita, e degli esterni di centrocampo (Camoranesi sembra sulla via del tramonto, Kuyt sostituto ideale) mentre Krasic potrebbe essere l'agognato erede di Nedved. In attacco ci vuole un volto nuovo, un bomber da almeno 15-20 gol a stagione: Dzeko è pronto, l'investimento è alla portata dei bianconeri. Io darei anche una seconda chanche a Diego e Felipe Melo, più scettico su Amauri.
Punto tre, ultimo ma non meno importante, bisogna aggiungere competenza calcistica nello staff Juve, un direttore sportivo o un team manager che abbia carisma e grande esperienza e possa evitare tutti gli errori di valutazione commessi negli ultimi anni.
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Martin Palermo


Martin Palermo, 36 anni, storico bomber del Boca Juniors, ha da poco festeggiato il record di 220 gol con la maglia del glorioso club argentino diventandone il miglior realizzatore di tutti i tempi. Doveroso quindi un omaggio a questo cannoniere implacabile che ha fatto parlare di sé anche per episodi curiosi, come il fatto di aver sbagliato 3 rigori in una partita oppure di aver segnato un gol di testa da 40 metri. Centravanti mancino potente e fortissimo di testa, in Europa ha vestito le maglie spagnole di Villareal e Betis Siviglia ma con poca fortuna. In patria è invece diventato un vero e proprio idolo e ultimamente sta attraversando un ottimo momento di forma, tanto che si sta giocando le sue carte in vista di una possibile convocazione al mondiale sudafricano. Maradona è un convintissimo sostenitore Xeneize e sta riflettendo sull'opportunità di avere come bomber di scorta dell'Argentina mondiale uno dei più grandi giocatori di sempre del Boca Juniors.















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Messi, che spettacolo!


Messi distrugge l'Arsenal. Quattro gol che lo consacrano fra i giocatori migliori di sempre a soli 22 anni. Ora non rimane che attendere il confronto con l'Inter! Messi o non Messi, sono del parere che sarà un' altra partita...



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Wesley Sneijder - Ajax


Un tributo ad un giocatore chiave dell'Inter, oggi in semifinale di Champions League:
Wesley Sneijder
i gol più belli segnati con la maglia dell' Ajax



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Attacco atomico


A memoria non ricordo una simile situazione in tempi recenti. Il ct della nazionale argentina Diego Armando Maradona ha sicuramente l'imbarazzo della scelta in tema di attaccanti. Pensate: Messi, Tevez, Milito, Aguero, Higuain, Lisandro Lopez, Lavezzi, Di Maria...tanto per citare i più famosi. E molti di questi stanno vivendo stagioni straordinare: Messi viaggia a suon di triplette col Barcellona, Milito sta trascinando l'Inter verso un clamoroso grande slam, Tevez sta entusiasmando il neo tecnico del City Roberto Mancini, Higuain è ormai un punto fermo del Real Madrid, Lisandro Lopez ha portato il Lione ai quarti di Champions (con un passo in semifinale), Di Maria sta incantando nel Benfica. Non dimentichiamoci dell'esperienza di Martin Palermo, un pallino di Maradona e sicuramente un calciatore di sicuro affidamento. O anche di un folletto imprendibile di nome Javier Saviola. Insomma la rosa è vastissima e sicuramente l'attacco della Selecciòn farà divertire non poco i tifosi argentini all' imminente mondiale Sudafricano. Si divertiranno un po' meno invece i difensori delle altre squadre che si troveranno di fronte un vero e proprio attacco atomico, che supera i confini del Fantacalcio.
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Scouting - Mamadou Sakho


Mamadou Sakho, 20 anni, francese nato a Parigi, difensore mancino. Siamo di fronte ad uno dei difensori più promettenti di tutto il panorama europeo. Carisma, personalità e dinamismo sono doti che Mamadou porta con sé fin da ragazzino. Qualità che non sfuggono agli occhi degli osservatori del Paris Saint Germain, squadra detentrice del suo cartellino fin da quando il giovane parigino aveva undici anni. A 17 anni esordisce in coppa UEFA nella partita con L'AEK Atene, a 17 anni e 8 mesi diventa il più giovane capitano di sempre della Ligue 1. E' un centrale molto solido come corporatura (1.87 di altezza) ma veloce di gamba tanto che si disimpegna egregiamente anche sulla fascia sinistra, e infatti ha giocato molte partite proprio come terzino sinistro. L'eleganza nei movimenti e la capacità di lettura della posizione difensiva ricordano molto le qualità che possedeva un certo Lilian Thuram. Nel modo di rubare palla a me personalmente ricorda invece Momo Sissoko. Paragoni a parte (che poi lasciano il tempo che trovano) qui ci troviamo di fronte ad una possibile stella del calcio europeo. Considerata la scarsa reperibilità di centrali difensivi nel campionato italiano, consiglierei alle grandi squadre del nostro paese di fare uno sforzo e investire su questo talento. La valutazione potrebbe aggirarsi intorno ai 15 milioni. Il Milan ad esempio potrebbe farlo crescere da terzino e poi farlo tornare centrale una volta terminata la carriera di Alessandro Nesta, come successe a Chiellini nella Juventus. Nel PSG ha giocato anche al fianco di Mario Yepes...

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